Come Matrec abbiamo partecipato alla seconda consultazione stakeholder della preparatory study ESPR su ferro e acciaio. Un incontro tecnico denso, su un perimetro normativo che riguarda da vicino molti dei settori.
Il cuore del lavoro presentato riguarda cinque prodotti rappresentativi:
– hot rolled coil,
– wire rod,
– cold rolled coil galvanized,
– electrical sheet,
– stainless steel,
per i quali il JRC propone classi di performance da A a E basate sulla carbon footprint cradle-to-gate.
Il metodo distingue tra rotta BF-BOF e EAF, e tra produzione EU e importata. I numeri indicati sono significativi: per HRC prodotto in EU via BF-BOF si stimano circa 1.813 kg CO₂eq/t; via EAF scende a 675 kg CO₂eq/t.
Per l’acciaio inossidabile 304 la forbice tra produzione EU (3.244 kg) e importata (7.690 kg) è il dato che più colpisce.
Sul Digital Product Passport DPP, il JRC propone il numero di colata (heat number) come identificatore obbligatorio a livello batch. La sfida reale non è tecnica: le fonderie e le acciaierie producono già Mill Test Certificate con gran parte dei dati richiesti. Il problema è l’armonizzazione delle ontologie, la gestione della granularità, e l’integrazione con sistemi di reporting esistenti come CBAM e la Construction Products Regulation.
Sul recycled content, la proposta distingue pre-consumer e post-consumer scrap con tre modelli di chain of custody:
– controlled blending,
– order-level mass balance,
– site-level mass balance.
La tracciabilità a livello di fonte — chi ha prodotto lo scrap, dove, in che condizioni — rimane tecnicamente non realizzabile. Il sistema proposto lavora quindi su flussi di massa aggregati, non su identità di materiale.
Il nodo aperto più rilevante per i produttori di beni finiti è la questione dello scope: il JRC ha presentato quattro scenari, dal solo prodotto intermedio (opzione A) fino all’obbligo di rendicontazione per tutti i prodotti finali acciaio-intensivi (opzione D).
In Matrec stiamo monitorando l’evoluzione di questo perimetro per i clienti del settore arredo, illuminazione e manifattura che si trovano a valle della filiera acciaio e stanno valutando come integrare i requisiti di information disclosure nei propri processi di sviluppo prodotto.
